Peugeot 206 Gti, la bomba tascabile

La Peugeot è da sempre una delle Case preferite dagli amanti delle prestazioni. La sua storia infatti è costellata di modelli gloriosi che hanno fatto la felicità di tantissimi appassionati con le loro prestazioni unite ai costi accessibili. La Peugeot 206 Gti è uno di questi..! Ricercata dagli appassionati soprattutto per le sue caratteristiche meccaniche e telaistiche, la Peugeot 206 Gti è equipaggiata con un propulsore 2 litri in grado di fornire coppia e potenza abbastanza elevate da farle avere prestazioni da vera GranTurismo. Si dimostra infatti agilissima nel misto stretto e grazie alla sua elevata cubatura è in grado di fornire accelerazioni e riprese entusiasmanti. Il suo comportamento su strada è tipico delle vetture a passo corto, cioè forte reattività del posterioreche si manifesta in corrispondenza di rapide azioni di tiro e rilascio dell´acceleratore. Questa particolare caratteristica dinamica può essere apprezzata e sfruttata specialmente dai guidatori più abili in modo da ottenere traiettorie ottimali per inserirsi nelle curve più lente. Il posto guida della Peugeot 206 Gti è sportiva e garantisce un buon contenimento. Il quadro strumenti, già di serie si presenta con tutto il necessario e anche di più! Pregevole in particolare la presenza dell´indicatore della temperatura dell´olio motore, strumento spesso non presente su vetture di questa categoria e sottovalutato, mentre è uno strumento importantissimo per salvaguardare la vita del motore. Durante la guida sportiva infatti l´olio può raggiungere temperature anche di 130°C/140°C e quindi avere uno strumento che ce lo segnala ci fa capire quando è il momento di alzare il piede per far riposare la meccanica.. Anche la vista è appagata, in quanto la visibilità è ottima in ogni direzione e le finiture interne sono di buon livello, prevedendo anche degli inserti in alcantara. All´interno la vita è abbastanza confortevole per una vettura dall´indole sportiva ma proprio la sua sportività viene esaltata dal tono del motore che si percepisce chiaramente quando viene sfruttatoa fondo. Il comportamento di quest´ultimo è eccezionale, ha un´ottima capacità di tiro sin dai bassi regimi ed una erogazione della potenza veramente all´altezza di un aspirato dalle doti sportive. Sfruttare a fondo il motore è reso molto più facile dalla presenza di un cambio assolutamente adatto all´uso sportivo, con innesti precisi e ben distanziati. L´unico neo è l´escursione molto lunga della leva ma ciò intacca minimamente la guidabilità. Sempre parlando di guidabilità una lode va senz´altro allo sterzo diretto e preciso negli inserimenti. Anche l´impianto frenante è in linea con la grinta della vettura: ha una modulabilità non facile, tende ad essere brusco, ma ha una gran potenza e una buona resistenza alla fatica. Il poderoso due litri che dà vita alla 206 Gti vanta una potenza di 136CV, con il limitatore che interviene a 6.500 giri/min. E´ posto in posizione trasversale ed è curiosamente inclinato di 17° e mezzo verso l´abitacolo. La coppia massima viene sviluppata a 4100 giri/min ed è di 190Nm. Ogni cilindro viene servito da 4 valvole azionate da 2 alberi a camme mossi da una classica cinghia dentata. Gli alberi a camme azionano le valvole tramite bilanceri e punterie idrauliche. Le sue misure caratteristiche sono: un alesaggio di 85mm e una corsa di 88mm. Da ciò si intuisce che è un motore a corsa decisamente lunga, non molto propenso a “volare alto” ma piuttosto a fornire una generosa coppia. L´albero motore appoggia su 5 supporti di banco ed è realizzato in ghisa. La velocità media del pistone (dato fondamentale per capire “l´esasperazione” di un motore) è di 17,6 m/s al regime di potenza massima, cioè a 6.000giri/min: un valore di tutto rispetto per un motore pensato per l´utilizzo automobilistico. Sempre parlando di pistoni, questi ultimi sono costruiti in lega leggera ed hanno un riporto di grafite antiattrito per minimizzare la dispersione di energia e l´usura nei punti più sollecitati. La testata è interamente in lega di alluminio, così come il monoblocco, per il quale sono previste camicie in ghisa. La lubrificazione del motore è garantita da una pompa trocoidale tarata a 7 bar di pressione. I valori di riferimento per la pressione dell´olio motore sono questi: 1.000 giri -> 3,4 bar 2.000 giri -> 6,3 bar 3.000 giri -> 6,9 bar 4.000 giri -> 6,9 bar La sospensione anteriore prevede un comune schema Mc Pherson con molle e ammortizzatori coassiali, ruote indipendenti e barra stabilizzatrice da 20mm. Il peso delle masse non sospese ammonta a 70kg per lato e l´escursione del gruppo molla/ammortizzatore è di 165mm, con una flessibilità del gruppo sospensione di 42 mm/kg. Gli angoli caratteristici prevedono un´incidenza di 3°, una campanatura di 0° e una convergenza di 1,5mm +- 1mm. Anche posteriormente la soluzione è a ruote indipendenti ma con barre di torsione e ammortizzatori inclinati. La barra stabilizzatrice in questo caso ha un diametro di 22mm. La massima escursione è di 240mm e il peso delle masse non sospese è di 67kg per lato. Gli angoli caratteristici del retrotreno sono pari a 1,30° per la campanatura e 4mm +-1mm per la convergenza. Passando al sistema frenante troviamo una soluzione con dischi su tutte e 4 le ruote. Anteriormente hanno un diametro di 226mm ,una larghezza di 20,4mm e sono autoventilati. Posteriormente sono pieni e hanno un diametro di 247mm con uno spessore da nuovi di 8mm. I pneumatici di serie sono dei 196/55 R 15H e sviluppano una circonferenza di 1,781m. La 206 Gti si è rivelata una vettura molto divertente da guidare e con i suoi 3,84m di lunghezza riesce a soddisfare pienamente le esigenze dei passeggeri anteriori. Un pò più sacrificati i posti dietro. In definitiva una vettura giovane e con una linea sempre attuale che appaga facilmente il gusto di una clientela molto diversificata. Un mezzo però in grado di reagire come un felino e va quindi guidato con estrema attenzione perchè le sue reazioni sono molto accentuate quando si guida al limite.

La storia di Stefania Sandrelli

Stefania Sandrelli è un’attrice italiana nata a Viareggio nel 1946. Giovanissima, comincia a lavorare per i più grandi registi e al fianco dei più grandi attori ed è oggi una delle più grandi attrici italiane. Stefania ha solo quindici anni quando vince il concorso di bellezza della sua città ed entra nel mondo del cinema recitando accanto ad attori quali Tognazzi, Mastroianni, Gian Maria Volontè. A 16 anni, si fidanza con il cantautore Gino Paoli, con il quale vivrà un lunga storia damore e nel 1964 nasce la loro figlia Amanda. Protagonista di tante storie d’amore nella vita privata, viene scoperta e riscoperta più volte nel cinema, ed oggi, la sua fortunata carriera prosegue inarrestabile nonostante letà, grazie a quella tenerezza a quello humour e a quella spontaneità che l’hanno sempre contraddistinta. Dopo aver lavorato in Francia accanto a Jean-Paul Belmondo e Michélle Mercier nel film Lo sciacallo, torna in Italia, per interpretare Sedotta e Abbandonata, sempre diretta da Germi, uno dei film più belli della sua carriera. Nonostante la giovanissima età Antonio Pietrangeli le offre, contro il parere di tutti, la parte di unattricetta che non riesce ad avere successo in Io la conoscevo bene, film ch diventa un vero successo di critica e di pubblico. Negli anni settanta – novanta Stefania Sandrelli partecipa a numerosi film diretta da Germi e Bertolucci. Film indimenticabili, da Alfredo Alfredo al Conformista, da Brancaleone a C’eravamo tanto amati, nei quali la Sandrelli recita accanto ai più grandi nomi del cinema: Anna Magnani, Claudia Cardinale, Sophia loren, Gassman, Dustin Hoffman, De Niro, Depardieu, Burt Lancaster. A 37 anni mostra tutta la sua sensualità e la sua maturità professionale ne La chiave di Tinto Brass e si riconferma come grande interprete della commedia italiana con il piccolo diavolo di Benigni, ricevendo il David di Donatello e il Nastro dArgento come miglior attrice protagonista .Negli anni novanta partecipa con successo anche a serie televisive, il Maresciallo Rocca, Il Bello delle Donne, mentre continua a riscuotere successi al cinema con Prosciutto, prosciutto di Bigas Luna e L’ultimo bacio di Muccino. Amata dal pubblico ed osannata dalla critica, nel 2005 riceva il Leone doro alla carriera nella 62a Mostra internazionale darte cinematografica di Venezia e nel 2006 il Nastro d’argento onorario.